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Il neonato è un essere competente,  in grado di entrare in contatto con il mondo tramite i suoi sensi e la continua relazione con la sua mamma e il suo papà. Riconosce le voci, le distingue, risponde agli stimoli con calcetti e movimenti, si agita dell’agitazione della mamma e così via. E l’ordine con il quale il nascituro sviluppa ed affina le sue competenze, i suoi sensi non è casuale, ma è funzionale alla relazione con la sua mamma e alla sua vita nei mesi a venire. Scopri perché


E’ ormai risaputo quanto il neonato sia competente e in grado di entrare in contatto con il mondo tramite i suoi sensi e la continua relazione con la sua mamma e il suo papà. Riconosce le voci, le distingue, risponde agli stimoli con calcetti e movimenti, si agita dell’agitazione della mamma e così via. Quello che è interessante sapere è che l’ordine con il quale il nascituro sviluppa ed affina le sue competenze non è casuale, ma è in funzione di ciò che vivrà al di fuori dell’utero materno. E’ funzionale alla relazione con la sua mamma e alla sua vita nei mesi a venire.

Quale ordine segue lo sviluppo sensoriale nel nascituro?

I primi sensi che si sviluppano sono gusto e olfatto. Sensi primitivi, che guidano al cibo e alla selezione di esso. Sensi che segnano l’imprinting con i propri genitori, anche tramite il riconoscimento del loro odore, e che orientano immediatamente al capezzolo, donde arriverà il vitale nutrimento. Il tatto segue subito a ruota. Perché se c’è l’odore di latte a stimolare la ricerca del bambino verso la sua mamma, sarà attraverso la stimolazione tattile che potrà avvenire quell’aggrapparsi al capezzolo, quella scalata sul ventre materno, quel contatto pelle a pelle che regola il calore e risveglia la locomozione.

L’udito e la vista vengono dopo. Non servono subito. Così come non servono immediatamente nella vita intrauterina, anche alla nascita si “accendono” subito dopo il soddisfacimento delle priorità vitali.

Come questo ordine orienta il neonato, al momento della nascita?

Possiamo dire che tatto, gusto ed olfatto orientano alla sopravvivenza, alla temoregolazione, al nutrimento, alla ricerca del seno materno e quindi di un nido accogliente nel quale accoccolarsi; mentre l’udito risveglia l’attenzione, attiva la parte cognitiva, la memoria e orienta nella direzione di voci conosciute, quelle dei suoi genitori.

Udito e vista danno quindi il via al riconoscimento cognitivo e relazionale con i suoi genitori. Riconoscimento che trova il suo acme nella vista. In quel momento magico dell’incontro visivo, occhi negli occhi, che scatena l’imprinting e conferma la reciproca presenza. Reale, viva e carica d’amore. 

Ma non è tutto.

E come si ripropone anche nel modo in cui il bambino scopre il mondo?

Lo stesso ordine, lo stesso ritmo è più o meno insito anche nel modo in cui il bambino, non più neonato, impara a conoscere e relazionarsi con il mondo.

Nei primi mesi di vita sono sempre tatto, gusto e olfatto a fare da padroni. Tutto passa attraverso la bocca del bambino. Il mondo lo si esplora leccandolo, gustandoselo, percependone le differenze odorose. Dal seno materno, al giocattolo, alla collana al collo di mamma. In queste prime settimane esiste quasi solo il seno o il biberon, il latte, l’odore, l’essere toccato, massaggiato, manipolato. Tutto ciò che c’è intorno quasi non viene percepito.

Poi subentra l’udito. Quel rumore forte che interrompe la poppata, la risata sonora del fratello più grande che fa distrarre, la voce di mamma che mi ipnotizza e rende la poppata meno interessante. L’udito, dicevamo, desta l’attenzione, risveglia la parte cognitiva, meno viscerale, e orienta verso il mondo.

La vista, completa il tutto, affinando e determinando il desiderio di scoprire, di andare in una direzione piuttosto che nell’altra, nel scegliere di manipolare quel preciso giocattolo piuttosto che l’altro, nel riconoscere sempre più precisamente le persone e la mamma. La vista scatena desideri e preferenze, proietta nel mondo come la luce di un faro e risveglia la vita.

I cinque sensi rispecchiano e caratterizzano il nostro stesso essere: viscerale, istintivo, corporeo, immediato; ma anche fatto di preferenze, scelte, desideri, memorie, riconoscimenti, ragionamenti.Due facce della stessa medaglia, due modi di vivere ed interpretare il mondo, entrambi utili ed indispensabili. Per la sopravvivenza corporea, per la vita cognitiva, per la sopravvivenza affettiva ed emotiva.

E la Natura, come sempre, non lascia mai nulla al caso: nemmeno lo sviluppo dei nostri sensi. E ciò che fa, lo fa sempre bene!

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