sviluppo motorio neonato

Noi crediamo di dover “insegnare” al bambino a muoversi, a gattonare e camminare, ma ci dimentichiamo che queste competenze sono innate nel cucciolo dell’uomo e che è la Vita stessa che li spinge verso il raggiungimento di tali tappe. Il nostro unico compito, quindi, è garantire loro la possibilità di manifestare le loro competenze, senza forzare, intervenire, anticipare. Per conoscere l’andamento dello sviluppo motorio del vostro bambino e per conoscere quali attività, giocattoli, ed oggetti possono essere utili in questo percorso, continua a leggere, e scarica il breve vademecum gratuito che trovi nell’articolo.

Significato profondo dello sviluppo infantile

Per capire come conoscere e favorire lo sviluppo motorio del bambino è utile soffermarsi prima di tutto, sul concetto stesso di “sviluppo”. Sciogliere un viluppo (termine esatto da cui deriva la parola s-viluppo) è di per sé un’azione complessa. Quante volte ci è capitato di dover sbrogliare una matassa e imbattersi negli stretti nodi che si incontrano nel percorso! E’ un processo lungo, che prevede pazienza, lentezza di movimenti, precisione, ma anche e soprattutto, molta attenzione a non peggiorare le cose. Se si interviene in modo sbagliato, strattonando, tirando e agendo con troppa fretta, si rischia di creare nuovi nodi o strappare il filo stesso della matassa. Se invece si agisce piano piano, osservando il più possibile da lontano l’intero andamento delle curve e dei nodi del filo da sbrogliare, è più facile capire da dove iniziare, sciogliendo lentamente i vari nodi, lasciando che il filo stesso ritrovi una forma in modo spontaneo, “manifestandosi dal suo proprio interno” (Definizione di sviluppo, Treccani)

Ed è bellissimo sapere che lì dentro, dentro a quella piccola matassina, c’è già tutto. C’è il germe di ogni cosa. E che tutto parte dal suo proprio interno, dal bimbo stesso! L’accrescimento del bambino, quindi, di fatto, si sbroglia da solo. O, meglio, non si sbroglia affatto, bensì si manifesta, insorge e si mostra al mondo. Come se una piccola matassa di potenzialità immense avesse dimora nel cuore e nelle viscere del piccolo essere umano, fin dal concepimento, e lentamente, con attenzione, destrezza e pazienza infinita, si srotolasse giorno dopo giorno, manifestando le sue specifiche caratteristiche. Ed è così che a noi si manifesta, giorno dopo giorno, la matassa del nostro bambino. Con movimenti nuovi e meravigliose competenze che si rendono visibili ai nostri occhi e al nostro cuore, senza che noi ne abbiamo merito o responsabilità particolari.

Come favorire lo sviluppo motorio del neonato?

Noi crediamo di dover “insegnare” al bambino a muoversi, a gattonare e camminare, ma ci dimentichiamo che queste competenze sono innate nel cucciolo dell’uomo e che è la Vita stessa che li spinge verso il raggiungimento di tali tappe. I bambini infatti sono bravissimi a sciogliere la loro matassa senza creare nodi, o a superare i piccoli naturali aggrovigliamenti che talvolta si creano. I bambini sanno già come fare.

Il nostro unico compito, quindi, è garantirgli la possibilità di manifestare quella sua matassa senza intricarla. Senza tirare, forzare, intervenire. Ma preparando un terreno libero, sgombro da nodi e intrecci troppo stretti, sgombro da oggetti avvinghianti nei quali la matassa rischierebbe solo di aggrovigliarsi senza poter proseguire il suo corso.

Questo solo dobbiamo fare: creare possibilità, spazio e lasciare che sia.

Alcuni suggerimenti pratici

Abbigliamento: si dovrebbe lasciare il più possibile il bimbo scoperto e libero nei movimenti. Le scarpine rigide vanno bene solo per camminare all’aperto e quando è già abbastanza sicuro.

Ambiente: Il bambino deve essere libero nei movimenti, dovrebbe poter avere a disposizione uno spazio sufficientemente ampio e piuttosto rigido in modo tale da non affondare e infossarsi nel supporto.

Oggetti: meno sono e meglio è. Liberare il bambino da ovette, sdraiette, palestre con incorporata la seduta, cuscini poggiatesta, o cuscini a ciambella sorreggi corpo. Girelli o carrellini. Il luogo più sicuro dove puo’ stare è generalmente a terra. Può sperimentare qualsiasi movimento senza rischiare di cadere e ha una visuale molto ampia e varia che non lo annoia, ma anzi lo stimola a scoprire di più, a muoversi di più. In generale nessun oggetto dovrebbe mai essere usato per anticipare una competenza. Non essendo una posizione o una competenza già raggiunta in modo autonomo, infatti, una volta mancante l’oggetto facilitatore, il bambino non sarà in grado di mantenerla in modo sereno e adeguato.

Posizioni: in generale è utile sapere che per ogni tappa evolutiva, per ogni età del bimbo, ci sono delle posizioni cosiddette statiche fondamentali, punto di partenza per una serie di altri movimenti (anche di motricità fine) o spostamenti. Questa considerazione è importante perché ci aiuta a non anticipare o interferire nello sviluppo progressivo di questo andamento. Meno si interviene e meglio è. E, per non sbagliare, ogni volta che ponete il vostro bambino in una determinata posizione, chiedetevi se è in grado di mantenerla da solo, senza aiuto. Se la risposta è no, allora evitate di metterlo così. (ad esempio evitate di appoggiarlo a terra seduto, se ancora non sa stare eretto con il busto da solo e tende a piegarsi troppo in avanti o a cadere all’indietro)

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Per conoscere l’andamento dello sviluppo motorio del vostro bambino, fase per fase, da 0 a 12 mesi ed oltre, e per conoscere quali attività, giocattoli, ed oggetti possono essere utili in questo percorso scarica questo breve vademecum gratuito e approfondisci l’articolo che hai appena letto con interessanti idee e suggerimenti pratici.

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