baby-729365__340Abbiamo più volte definito l’allattamento come una danza a due, un percorso che dipende dall’interazione reciproca delle competenze e delle esigenze di entrambi gli elementi in gioco: la mamma e il suo bambino. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, chi guida questa danza, NON è la mamma. Non è l’adulto. Bensì il neonato, il bambino.

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Il ruolo del bambino nell’avvio e mantenimento della produzione di latte è molto più incisivo di quanto normalmente si pensi. E, per quanto possa sembrare strano, alla mamma spetta un ruolo passivo e una responsabilità anche piuttosto limitata.

Produzione di latte materno: il ruolo attivo del bambino e il ruolo passivo della donna

Se quindi l’allattamento è una danza a due, anche la produzione di latte lo è, ed è determinata dall’intreccio di entrambi i soggetti in gioco. Il modo però in cui concorrono alla buona riuscita di questa danza, è diverso. In un caso, il bambino, deve essere attivo, guidare nelle coreografie e nel ritmo; mentre l’altro, la madre, deve lasciarsi semplicemente guidare, assecondando i movimenti.

L’arte sottile di mantenere il giusto equilibrio in questa danza è la chiave di volta di tutto l’allattamento.

il bambino deve essere soggetto attivo: è lui che regola la produzione di latte, stimolandone la fuoriuscita, determinandone il trasferimento, evitando l’eccesso di FIL nella mammella. E’ lui a dover regolare la frequenza delle poppate e quindi dei quantitativi di latte prodotto dalla mamma, a seconda del suo fabbisogno. Ed è solo la sua competenza a succhiare in questo modo, efficace e frequente, che ne garantisce il mantenimento nel corso del tempo. Senza un bambino che sia in grado di fare tutto questo, la mamma non potrebbe, da sola, (senza interventi ed ausili), modificare e regolare la sua produzione a suo piacimento. Non è né un suo merito né una sua colpa. Semplicemente non è nelle sue competenze.

La mamma, invece, deve lasciarsi guidare: non essendo  in suo potere determinare volontariamente la sua produzione,  la Natura ha previsto che il suo unico compito sia quello di lasciarsi andare, lasciarsi guidare dalle emozioni e dall’ossitocina, dall’istinto di accoglienza, da quel desiderio di nutrire, accettare tra le braccia, donare il proprio corpo, affinché il bambino possa compiere il suo lavoro attivo ed efficace.

Se non ci sono problematiche da parte del bambino, se non ci sono interferenti ambientali esterni, mamma e bimbo sanno perfettamente cosa fare e come farlo. L’uno chiede, cerca, attiva tutti i suoi riflessi allo scopo di attivare questo incontro, l’altra, si accomoda, accoglie, si concede, si rilassa, affinché il processo si sviluppi, fisiologicamente, quasi per magia. Proprio come nel momento del parto.

Ma cosa succede quando i ruoli si invertono?

Quando una madre è troppo attiva, rischia di non adeguarsi alle necessità del suo bambino e di comprometterne le sue competenze. Condizionamenti esterni, tabelle ed orari rigidi, imposizioni preconfezionate, ideali inesistenti, sono tutti fattori che possono  interferire in questo delicato equilibrio. Una mamma che non riesce a lasciarsi andare al suo puerperio, alla sua passività, al suo essere dono senza sosta, può far fatica e può creare delle problematiche anche a livello di produzione.

Quando il bimbo è troppo passivo, rischia di non essere in grado di poppare in modo efficace, compromettendo così la sua stessa crescita e la produzione di latte. Quando un bimbo non riesce ad attivare le sue competenze deve essere aiutato. In questo caso, contemporaneamente, la mamma deve prendere in mano la situazione e fare un lavoro doppio. Deve quindi essere contemporaneamente attiva e passiva, supplendo il lavoro che dovrebbe fare il suo bambino, con ausili e strategie di compensazione per ristabilire l’equilibrio. E’ una situazione estremamente faticosa per una mamma. Una situazione non più fisiologica. E questo richiede un grande supporto concreto e competente.

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Se ti ritrovi in una di queste situazioni, non più fisiologiche e non più in equilibrio, chiedi aiuto. A volte basta davvero poco, basta correggere un po’ il tiro per ritrovare la perfetta sintonia tra tutte le parti e procedere sereni.

Scopri come posso aiutarti in questi casi, e come si svolge una mia CONSULENZA

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